Dal 6 al 9 NOVEMBRE 2025
Attori Senza Memoria
LA PRINCIPESSA E LA POVERA
di Rende-Antonelli
regia Franco Antonelli
La Principessa e la Povera
(e il povero della povera, il tutore della principessa, il re, il menestrello del re e il consigliere del re).
Sinossi
Come dice il proverbio, si sa, non è tutto oro quel che luccica. Ed in questo regno, non è che di oro ce ne fosse poi molto… o meglio l’oro ci sarebbe pure… forse è solo finito… da qualche altra parte. Intanto i poveri chiedono aiuto, il Re ascolta e agisce… ma a modo suo, senza accorgersi però che la sua amata corona sta correndo un grave pericolo, e che al posto di sua figlia, la Principessa, sembra esserci una Povera impostora.
La chitarra suona, la cornamusa anche, e tutto sembra pronto per un finale senza eguali.
Note di regia
La Compagnia Teatrale Attori Senza Memoria presenta La Principessa e la Povera (e il povero della povera, il tutore della principessa, il re, il menestrello del re e il consigliere del re).
Di Franco Antonelli e Noemi Rende, regia di Franco Antonelli.
Con:
Franco Antonelli, Riccardo Antonelli, Marta Carai, Alessandro Cascioli, Giuliano Nassisi,
Simone Ranaldi e Noemi Rende.
La nostra poetica pone alla propria base il concetto di frase come unità espressiva fondamentale, non solo nel linguaggio, ma anche nel gesto, nell’intenzione e nella relazione. Quello che ci distingue è la nostra commistione fra elementi stilistici diversi. Dal teatro di parola a quello di figura, passando per la commedia dell’arte ed il teatro danza… ci piace spaziare fra quello che conosciamo e studiare ciò che ancora non sappiamo, al fine di proporre al pubblico esperienze sempre più coinvolgenti. In passato, c’era la tendenza a creare personaggi su misura per gli attori, e noi abbiamo deciso di fare lo stesso. A seconda della specialità dei nostri elementi, scriviamo ruoli ad hoc. Inoltre, nei nostri testi, la ricerca musicale e del movimento ha un ruolo fondamentale. Per questo, tra i nostri attori vantiamo eccellenze nella musica, nel canto e nel movimento scenico.
L’ispirazione dei nostri testi è data dalla letteratura. Il nostro scopo è riscrivere opere già edite, e renderle fruibili oggi. Abbiamo riscritto Goldoni, Shakespeare, Steinbeck e adesso Twain. Shakespeare scrisse i suoi capolavori nel 1600 e sarebbe assurdo riproporre integralmente i suoi testi per come erano stati concepiti. Per questo, riteniamo che le opere del passato abbiano bisogno di essere riscritte e plasmate per renderle vive oggi come lo furono un tempo.
Per quanto riguarda la scena, uno dei nostri più grandi alleati è il Vuoto. Tutto ciò che non è necessario alla scena, non può farne parte. Secondo noi è preferibile avere il palcoscenico completamente deserto, ma con un attore/attrice che lo riempie, piuttosto che occupare l’intera scena con improbabili arredi che non hanno nulla a che fare con la nostra poetica. Se gli attori sono bravi e sono sostenuti da un testo e da una regia sapiente, un semplice cubo in scena può far immaginare al pubblico milioni di ambienti diversi. Al contrario, un divano,
una una televisione o una cucina, resteranno sempre e solo un divano, una televisione o una cucina, che non potranno mai lasciare spazio all’immaginazione dello spettatore.