1 e 2 ottobre

Pegaso Studio

VERSO AMLETO

Liberamente ispirato a William Shakespeare

Regia Alessandro Moser

Nota di regia –  Verso Amleto nasce come un primo passo verso la conoscenza di un testo immenso, stratificato e inesauribile come l’Amleto di William Shakespeare. L’obiettivo non è stato quello di “spiegare” Shakespeare, né tantomeno di semplificarlo. Al contrario, abbiamo cercato un modo per avvicinarci al testo partendo da ciò che conosciamo: immagini, persone, figure e dinamiche del nostro presente. Un percorso di concretizzazione che permettesse agli allievi di riconoscere, prima ancora di interpretare, le tensioni profonde che abitano la tragedia. Siamo quindi partiti dai personaggi e abbiamo cercato delle corrispondenze contemporanee come strumento teatrale, una lente attraverso cui guardare Shakespeare da una distanza più ravvicinata. È proprio questo il senso del nostro lavoro: rendere concreto senza sminuire, contemporaneo senza tradire, riconoscibile senza banalizzare.

Shakespeare parla di potere, famiglia, desiderio, manipolazione, amore, morte, vendetta, identità e solitudine. Sono questioni che non appartengono a un’epoca lontana: appartengono all’essere umano. Avvicinare Claudio a una figura politica contemporanea o Ofelia a un’icona della cultura pop come Marilyn o Lady Di non significa quindi ridurre il personaggio shakespeariano a una caricatura. Significa provare a chiederci: se questa persona vivesse oggi, quale immagine ci aiuterebbe a riconoscerne immediatamente la natura?

Da questa domanda nasce Verso Amleto. Il titolo stesso indica un percorso, non un punto di arrivo. Non abbiamo la pretesa di aver “affrontato” l’Amleto: abbiamo iniziato ad avvicinarci ad esso. Abbiamo cercato una porta d’ingresso possibile, soprattutto attraverso il corpo, l’immagine e l’immaginario degli interpreti. Perché forse il modo più autentico di incontrare un grande classico non è metterlo sotto una teca, ma portarlo vicino a noi e verificare se continua a parlarci.

Verso Amleto è, dunque, un esercizio di avvicinamento: un primo passo, una prova, una domanda aperta. Non per rendere Shakespeare più piccolo. Per scoprire quanto, invece, sia ancora grande quando lo guardiamo attraverso il nostro tempo.